Avviso Bonario dell’Agenzia delle Entrate: Cos'è, Quando Contestarlo e Come Evitare Sanzioni
- Cos’è l’avviso bonario dell’Agenzia delle Entrate ? Cosa Comporta?
- Comunicazione di irregolarità cosa contiene e come leggerla
- Avviso bonario quanto tempo per pagare?
- Rateizzare avviso bonario quante rate e interessi
- Contestare l’avviso bonario e autotutela
- Come presentare istanza di autotutela per avviso bonario?
- Avviso bonario errato: quali documenti allegare?
- Quando conviene contestare un avviso bonario?
- Differenza tra avviso bonario e cartella di pagamento
- FAQ
Ricevere una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate è sempre un momento di tensione, soprattutto per imprenditori, professionisti e contribuenti che gestiscono un’attività o un patrimonio. L’Avviso Bonario, tecnicamente definito Comunicazione di Irregolarità, non è un semplice invito al pagamento: è l’avvio di un procedimento che richiede rapidità, precisione tecnica e una strategia fiscale consapevole.
Se gestito correttamente, può trasformarsi in una opportunità di sanatoria con sanzioni ridotte; se ignorato, può condurre rapidamente all’iscrizione a ruolo e alla successiva Cartella di Pagamento, con sanzioni piene e possibili azioni esecutive.
Cos’è l’avviso bonario dell’Agenzia delle Entrate? Cosa Comporta?
L’Avviso Bonario, il cui nome tecnico è Comunicazione di Irregolarità, è l’atto con cui l’Agenzia delle Entrate comunica l’esistenza di discrepanze fiscali emerse dai controlli delle dichiarazioni.
L’atto viene inviato al contribuente (azienda o persona fisica) quando – a seguito di controlli automatici (ex art. 36-bis) o controlli formali (ex art. 36-ter) sulla dichiarazione dei redditi – sono state riscontrate omissioni o errori. Non è ancora un avviso di accertamento, ma un invito a regolarizzare la posizione.
Il vero vantaggio strategico è dato dal fatto che, aderendo e regolarizzando la posizione entro i termini, si ottiene una riduzione significativa delle sanzioni (generalmente portate al 10-12,5% anziché al 30%). Ignorare questo invito significa accettare il debito con la sanzione in misura piena, aprendo la strada alla riscossione coattiva.
Per consultare direttamente la fonte ufficiale e approfondire i meccanismi operativi dell’atto, è possibile visitare il sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.
Comunicazione di irregolarità cosa contiene e come leggerla
La Comunicazione di Irregolarità, in sintesi, è un documento di sintesi fiscale che segnala discrepanze, non un atto di accertamento definitivo, e va letta concentrandosi sulla causale e sui termini di adesione.
Questo documento contiene elementi vitali per la strategia difensiva. Una lettura attenta deve subito identificare la Causale dell’Irregolarità (es. un omesso versamento IVA o un errore di calcolo dell’IRES) e l’importo dovuto, già scorporato tra imposta, interessi e la sanzione ridotta.
La priorità è verificare l’effettiva fondatezza della pretesa. Esempi delle cause più comuni di irregolarità sono:
- Omesso/Insufficiente Versamento: Il caso più frequente. Il contribuente ha presentato la dichiarazione ma l’importo pagato con l’F24 risulta inferiore o mancante (ad esempio, un saldo IRPEF o IRES non versato entro la scadenza).
- Detrazione/Deduzione Non Riconosciuta: L’Agenzia non riconosce un onere deducibile o detraibile (come spese mediche, bonus casa, o oneri previdenziali) perché i dati dichiarati non corrispondono a quelli presenti nelle banche dati (es. CU, comunicazioni dei soggetti terzi).
- Errore di Calcolo: Il classico errore materiale, come il riporto errato del credito dell’anno precedente, un errore di calcolo dell’acconto o un rigo compilato male.
Avviso bonario quanto tempo per pagare?
Il termine perentorio per l’adempimento è stato recentemente esteso. Se in precedenza era fissato a 30 giorni, in base alle nuove normative fiscali, il contribuente ha ora 60 giorni dalla ricezione dell’Avviso Bonario per pagare l’intero importo in un’unica soluzione, oppure per presentare l’istanza di contestazione (contraddittorio con l’Ufficio) o avviare la rateazione.
Un dettaglio cruciale: se si avvia il contraddittorio con l’Ufficio e si richiedono integrazioni documentali, il termine di 60 giorni per il pagamento viene sospeso fino alla risposta dell’Agenzia. Solo dalla data di ricezione della risposta, se il debito è confermato, decorreranno i restanti giorni per aderire. Superata la soglia di adempimento, si perde l’opportunità “bonaria” e il debito viene iscritto a ruolo, con l’applicazione della sanzione piena.
Rateizzare avviso bonario quante rate e interessi
La rateazione può essere una mossa finanziaria cruciale. La legge offre la possibilità di dilazionare il pagamento fino a un massimo di 20 rate trimestrali, a seconda dell’importo totale del debito.
Sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi di rateazione nella misura prevista dalla legge. La prima rata deve essere versata entro i 60 giorni dalla ricezione dell’Avviso.
Il punto critico è la Decadenza: se non si rispetta la scadenza di una rata (diversa dalla prima), la decadenza si verifica solo se il pagamento non avviene entro il termine di scadenza della rata successiva. Un’attenzione rigorosa alle scadenze è indispensabile per evitare l’iscrizione a ruolo dell’intero importo residuo.
Per una gestione professionale della rateazione e della posizione debitoria non esitare a contattare uno dei nostri Avvocati esperti in diritto Tributario.
Contestare l'avviso bonario e autotutela
Se la pretesa fiscale dell’Agenzia è ritenuta infondata, l’imprenditore e in genere il contribuente non deve limitarsi a ignorare l’atto, ma ha la possibilità di agire in via difensiva attraverso due percorsi che, pur essendo entrambi amministrativi, hanno effetti e tempistiche completamente diversi: il Contraddittorio e l’Autotutela.
La prima e più immediata linea di difesa è il Contraddittorio. Questa istanza, da presentare entro i 60 giorni dalla ricezione dell’Avviso, ha lo scopo di avviare un dialogo diretto con l’Ufficio. L’obiettivo è fargli riconoscere un errore materiale o un versamento già effettuato prima che il debito venga iscritto a ruolo. Il vantaggio strategico di questa azione è fondamentale: l’attivazione del Contraddittorio comporta la sospensione immediata dei termini di pagamento. I 60 giorni, infatti, riprendono a decorrere solo dopo che l’Agenzia ha fornito la sua risposta.
Diverso è il meccanismo dell’Autotutela. Questa non è vincolata ai 60 giorni, ma può essere richiesta al Fisco in qualunque momento (anche quando i termini per l’adesione sono scaduti e il debito sta per essere iscritto a ruolo). Con l’Autotutela si chiede all’Amministrazione Finanziaria di annullare l’atto in modo autonomo, riconoscendo un errore palese o macroscopico. L’Autotutela, tuttavia, ha un limite operativo importante: la sua presentazione non sospende i termini di pagamento né impedisce l’emissione della successiva Cartella Esattoriale. Se l’Ufficio accetta l’annullamento, solo in un secondo momento, il contribuente avrà diritto al rimborso delle somme eventualmente già pagate.
Per una difesa efficace, è essenziale che entrambi gli strumenti siano supportati da una strategia legale solida e dalla documentazione pertinente.
Come presentare istanza di autotutela per avviso bonario?
L’istanza deve essere presentata in forma scritta all’Ufficio che ha emesso l’Avviso, tramite PEC, raccomandata A/R o attraverso gli specifici canali telematici (CIVIS) messi a disposizione dall’Agenzia. Non bastano lamentele generiche: è necessario identificare chiaramente l’atto contestato e fornire i motivi specifici di annullamento in modo puntuale. L’Agenzia non è obbligata a rispondere all’istanza, ma solo un’istanza rigorosa e supportata da prove ha la possibilità di innescare un riesame favorevole. È pertanto fondamentale ricostruire nel dettaglio la vicenda e segnalare analiticamente gli errori fornendo gli allegati a conferma dell’istanza.
Avviso bonario errato: quali documenti allegare?
L’efficacia della contestazione dipende interamente dalla qualità della prova documentale. Se, ad esempio, l’irregolarità riguarda un presunto Omesso Versamento, la prova da allegare è la copia del Modello F24 quietanzato. Se l’errore riguarda invece una Omessa Deduzione/Detrazione, occorre produrre i documenti giustificativi che attestano il diritto non riconosciuto (es. fatture, bonifici per ristrutturazioni, certificazioni uniche, ecc.).
Quando conviene contestare un avviso bonario?
La scelta di contestare non è solo tecnica, ma strategica. In genere conviene solo se l’errore dell’Agenzia è palese e sostanziale e se l’importo della pretesa è rilevante.
Tuttavia, bisogna considerare la via giudiziale: l’orientamento prevalente della Cassazione sconsiglia il ricorso diretto contro l’Avviso Bonario, non rappresentando lo stesso un atto impositivo. Solitamente, la strategia più solida è attendere la successiva Cartella di Pagamento per esercitare la piena difesa in Corte di Giustizia Tributaria, senza che l’omessa impugnazione dell’Avviso Bonario pregiudichi tale diritto.
Per approfondire consulta il nostro articolo su I Motivi di Impugnazione del Ricorso Tributario: Iter da Seguire.
Differenza tra avviso bonario e cartella di pagamento
È fondamentale conoscere la differenza legale tra i due atti. L’Avviso Bonario (o Comunicazione) ha la natura di un invito all’adempimento (fase amministrativa), mentre la Cartella di Pagamento (o Ruolo) è un vero e proprio atto di riscossione coattiva (fase esecutiva).
Questa differenza impatta sulle sanzioni: l’Avviso Bonario offre sanzioni ridotte (10-12,5%), mentre la Cartella di Pagamento applica la sanzione in misura piena (30% più oneri di riscossione e gli aggi esattoriali). La Cartella di Pagamento è la conseguenza diretta della mancata adesione o mancato pagamento dell’Avviso Bonario, e rappresenta l’iscrizione a ruolo del debito, divenendo un titolo esecutivo che consente l’avvio di pignoramenti e fermi amministrativi
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E’ necessario verificare se la richiesta dell’Agenzia delle Entrate sia fondata. Se l’irregolarità risulta corretta, conviene procedere al pagamento per beneficiare delle sanzioni ridotte. In caso contrario, è opportuno attivare il contraddittorio con l’Ufficio competente, con il supporto di un avvocato tributarista. Ignorare l’atto comporta l’iscrizione a ruolo del debito e la successiva emissione della Cartella di Pagamento.
Sì, gli errori non sono rari. Possono riguardare crediti d’imposta non riportati, versamenti F24 non riconosciuti o detrazioni non considerate. Per questo motivo è fondamentale verificare attentamente la comunicazione e, se necessario, presentare un’istanza di rettifica o autotutela.
No. L’Avviso Bonario è considerato un atto preparatorio. Sebbene sia tecnicamente contestabile, la strategia legale più solida e adottata è attendere l’emissione della successiva Cartella di Pagamento. Solo quest’ultima è l’atto esecutivo definitivo che consente di esercitare la piena difesa davanti alla Corte di Giustizia Tributaria.
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