Rottamazione-quinquies 2026: come funziona e come aderire? Guida Tecnica alla Definizione Agevolata
- Quali debiti rientrano nella sanatoria della rottamazione quinquies 2026?
- Chi sta già pagando la vecchia Rottamazione può aderire alla nuova?
- Quanto è possibile risparmiare concretamente aderendo alla rottamazione?
- Come scoprire i debiti rottamabili e trasmettere l’istanza
- Quando fare domanda?
- Quali sono i rischi di decadenza e come evitarli?
- FAQ
L’annosa questione del magazzino dei debiti fiscali trova una nuova valvola di sfogo nella Rottamazione-quinquies. Introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025), questa misura non rappresenta solo un’agevolazione finanziaria, ma uno strumento strategico per le imprese e i contribuenti che intendono ristabilire la regolarità fiscale e ottimizzare i flussi di cassa. In questa guida analizzeremo i punti cardine della normativa, le novità rispetto alle precedenti edizioni e le criticità da monitorare per evitare la decadenza dai benefici.
Quali debiti rientrano nella sanatoria della rottamazione quinquies 2026?
L’accesso al perimetro della Rottamazione-quinquies richiede il superamento di alcuni filtri normativi piuttosto stringenti. La legge (art. 1 comma 82) è stata disegnata per agevolare chi ha dichiarato correttamente i propri redditi o l’IVA, ma si è poi trovato nell’impossibilità di versare le imposte dovute. Tuttavia, prima di procedere, è necessario verificare due eccezioni fondamentali che potrebbero precludere l’accesso al beneficio:
- L’esclusione degli accertamenti: si tratta del limite principale. La sanatoria non si applica ai debiti derivanti da attività di accertamento dell’ufficio, ovvero nei casi in cui il Fisco abbia rettificato la dichiarazione contestando omissioni o evasioni di merito. La Rottamazione-quinquies è circoscritta esclusivamente agli omessi versamenti rilevati tramite controlli automatici (i cosiddetti 36-bis e 54-bis). In sintesi: se il debito nasce da una dichiarazione presentata ma non pagata, è possibile procedere; se nasce da una contestazione dell’Agenzia su redditi non dichiarati, il carico resta escluso.
- La questione degli enti creditori diversi dallo Stato: la struttura tecnica della Rottamazione Quinquies esclude di fatto la quasi totalità dei tributi locali. Poiché la norma si aggancia specificamente alle procedure di controllo delle dichiarazioni statali, i tributi comunali (come IMU e TARI) e le sanzioni irrogate da amministrazioni diverse dallo Stato (es. Polizia Municipale) non rientrano nel beneficio. Sono ammesse solo le sanzioni per violazioni del Codice della Strada irrogate dalle Prefetture.
Resta infine il requisito cronologico: sono ammessi i soli carichi affidati all’Agente della Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.
Chi sta già pagando la vecchia Rottamazione può aderire alla nuova?
La Rottamazione-quinquies non rappresenta proroga della precedente Rottamazione-quater, ma introduce regole di coordinamento specifiche per chi ha piani di pagamento ancora attivi.
È possibile presentare domanda per la nuova sanatoria anche se si stanno onorando le rate della Quater. Tuttavia, il passaggio richiede un’analisi tecnica precisa:
- Sospensione selettiva dei pagamenti: La presentazione della domanda per la Quinquies sospende l’obbligo di pagare le rate delle precedenti rottamazioni, ma solo per i carichi che rientrano nei nuovi requisiti (debiti da liquidazione automatica). Se il vecchio piano include carichi ora esclusi, come quelli da accertamento, è necessario continuare a pagare regolarmente le rate della Quater per non decadere.
- Revoca automatica: Al 31 luglio 2026, le vecchie rateizzazioni relative ai debiti accolti nella nuova sanatoria verranno revocate automaticamente a favore del nuovo piano. Chi è decaduto dalla Quater può comunque accedere alla Quinquies, limitatamente ai carichi ammessi dalla nuova norma.
Se hai dubbi sulla precedente rottamazione consulta la guida Pace Fiscale, Rottamazione Quater e Legge Bilancio 2023
Quanto è possibile risparmiare concretamente aderendo alla rottamazione?
Il vantaggio economico della Rottamazione-quinquies risiede nell’abbattimento radicale delle componenti accessorie che, nel tempo, arrivano spesso a raddoppiare l’importo della pretesa originale. Il risparmio non è solo finanziario, ma agisce sulla struttura stessa del debito iscritto a ruolo.
Aderendo alla definizione agevolata e versando esclusivamente la quota capitale, il contribuente ottiene lo stralcio totale di:
- Sanzioni amministrative e interessi iscritti a ruolo (comprese le sanzioni civili).
- Interessi di mora maturati dalla notifica della cartella.
- Somme aggiuntive previste per i crediti previdenziali gestiti dall’INPS.
In termini percentuali l’operazione si traduce in una riduzione dell’esborso complessivo che oscilla tra il 30% e il 50%. Per quanto riguarda le violazioni del Codice della Strada (limitate a quelle prefettizie), il risparmio riguarda esclusivamente gli interessi e le maggiorazioni, mentre la sanzione base deve essere corrisposta integralmente.
Come scoprire i debiti rottamabili e trasmettere l'istanza
Prima di procedere con l’invio della domanda, è fondamentale mappare con precisione quali debiti siano effettivamente “definibili” secondo i nuovi criteri. Non tutti i carichi presenti nell’estratto di ruolo, infatti, garantiscono l’accesso ai benefici della legge 199/2025.
Lo strumento principale per questa analisi è il “Prospetto Informativo”, un documento tecnico che può essere richiesto direttamente online nell’area riservata del sito dell’Agente della Riscossione Agenzia delle entrate-Riscossione – Area riservata Cittadini e Imprese.
Quando fare domanda?
L’istanza di adesione deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica entro il termine perentorio del 30 aprile 2026. Una volta inviata la domanda, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione è tenuta a sospendere le procedure cautelari e non può avviare nuove azioni esecutive sui carichi oggetto della richiesta. Qualora risultassero pendenze non rottamabili o procedure già in fase avanzata, è necessario analizzare con urgenza le opzioni di tutela del patrimonio.
Una volta inviata la domanda, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione è tenuta a sospendere le procedure cautelari e non può avviare nuove azioni esecutive sui carichi oggetto della richiesta. Qualora risultassero pendenze non rottamabili o procedure già in fase avanzata, è necessario analizzare con urgenza le opzioni di tutela del patrimonio.
Quali sono i rischi di decadenza e come evitarli?
Il debito può essere estinto in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure dilazionato in un massimo di 120 rate mensili, estendendo il piano di rientro fino a 10 anni.
In caso di rateizzazione, si applicano interessi di dilazione pari al 2% annuo a decorrere dal 1° agosto 2026. A differenza delle passate edizioni, la disciplina sulla decadenza è stata notevolmente ammorbidita:
- Soglia di tolleranza: La decadenza dai benefici della definizione agevolata non scatta più al primo errore. Si perde il beneficio della sanatoria solo in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento di cinque rate, anche non consecutive.
- Tolleranza di 5 giorni: Per ogni singola scadenza rimane valida la tolleranza dei cinque giorni: il pagamento è considerato tempestivo se effettuato entro i cinque giorni successivi alla scadenza del termine.
Qualora si superi la soglia delle cinque rate non pagate, la rottamazione perde efficacia e le somme già versate verranno scalate come acconto dal debito totale, che tornerà immediatamente esigibile con l’aggiunta di sanzioni e interessi originari.
Esempio di clausola nel patto di stabilità: il contratto
La corretta redazione della clausola è l’elemento finale che determina l’inattaccabilità del patto. È fondamentale che il testo contrattuale sia preciso, quantifichi l’investimento e predisponga un meccanismo di penale trasparente. Per minimizzare il rischio di nullità, l’imprenditore dovrebbe utilizzare modelli distinti a seconda dell’obiettivo:
- Modello per il Patto di Permanenza (Tutela Formativa)
Questa clausola deve essere focalizzata sull’investimento e sulla proporzionalità, con l’obbligo di dettagliare il costo e il meccanismo decrescente della penale.
Esempio:
“Il Sig. [Nome e Cognome] si impegna a permanere in servizio presso l’Azienda per un periodo minimo di [X] mesi/anni a decorrere dalla data di completamento del Master/Corso Y. Tale impegno è motivato dall’investimento formativo oneroso sostenuto dall’Azienda, pari a € [Importo Totale Documentato] (come da documentazione allegata) per la partecipazione del dipendente al suddetto percorso specialistico.
In caso di recesso da parte del lavoratore prima del suddetto termine e in assenza di giusta causa, il Sig. [Nome] sarà tenuto al pagamento di una penale risarcitoria non punitiva, pari a:
- € [Importo 1] se il recesso avviene nel primo anno di vincolo;
- € [Importo 2] (ridotta del [Y]%) se il recesso avviene nel secondo anno di vincolo;
- € [Importo 3] (ulteriormente ridotta) se il recesso avviene nel terzo anno di vincolo.
La penale risarcitoria è commisurata all’investimento formativo residuo non ammortizzato dall’Azienda.”
- Modello per il Patto di Stabilità Reciproco (Garanzia di Stabilità)
Questo modello vincola entrambe le parti e prevede un corrispettivo in denaro per il lavoratore alla scadenza del vincolo.
Esempio:
“Il Datore di Lavoro e il Sig. [Nome e Cognome] si impegnano reciprocamente a non recedere dal rapporto di lavoro in atto, salve la giusta causa o l’impossibilità sopravvenuta, prima della scadenza del termine di [anni] a decorrere dalla data odierna. In aggiunta alla retribuzione concordata in sede di assunzione, alla scadenza del termine pattuito verrà corrisposta al lavoratore, a titolo di ‘premio di stabilità’ per il vincolo di recesso, la somma lorda di euro [somma]. In caso di inadempimento da parte di una delle due parti, la parte inadempiente sarà tenuta a corrispondere in favore dell’altra parte una penale pari ad euro [somma fissa].”
Patto di permanenza nei settori speciali: quando è applicabile
L’applicazione del Patto di Permanenza risulta particolarmente strategica e frequente nei settori ad alta specializzazione e innovazione, dove l’obbligo formativo aziendale è oneroso e il know-how trasferito è critico per il vantaggio competitivo.
Si pensi, ad esempio, al settore finanziario e bancario (dove le certificazioni professionali o la formazione su piattaforme di trading complesse hanno costi elevatissimi), al settore manifatturiero avanzato (con training specifici su macchinari CNC o robotica) o al settore tecnologico e IT (con certificazioni in cloud computing o sicurezza informatica). In tutti questi ambiti, l’investimento formativo non è un mero benefit, ma un costo vivo e diretto necessario per rendere la risorsa immediatamente operativa e competitiva.
In questi contesti, la giurisprudenza tende a riconoscere la validità del Patto di Permanenza con maggiore apertura, dato che la causa del vincolo (l’onerosità della formazione) è facilmente dimostrabile. Per l’imprenditore che opera in questi settori, il Patto di Permanenza non è un accessorio, ma uno strumento essenziale di gestione del rischio, garantendo che i capitali investiti in competenze critiche vengano ammortizzati e non persi in caso di dimissioni immediate del dipendente formato.
Patto di stabilità: giurisprudenza e orientamenti attuali
Gli orientamenti attuali della giurisprudenza, consolidati dalla Corte di Cassazione, devono essere interpretati dall’Impresa non come ostacoli, ma come una chiara guida strategica per blindare la validità dei patti di stabilità e permanenza. La Suprema Corte stabilisce che l’efficacia del patto è direttamente correlata alla correttezza delle azioni aziendali, spostando l’attenzione sull’onere della prova che ricade totalmente sul datore di lavoro.
Per l’Impresa, questo significa che il successo nella tutela del proprio investimento dipende da due fattori chiave:
- Strategia del Risarcimento: L’azienda deve abbandonare l’idea di una penale “punitiva” e focalizzarsi sul risarcimento del costo vivo. È essenziale che l’ammontare sia calcolato con rigore matematico e documentale sui costi effettivamente sostenuti per la formazione o sul corrispettivo in denaro promesso. L’onere di provare la proporzionalità e la decrescenza della penale ricade interamente sull’Impresa.
- Gestione del Rischio Licenziamento: L’Impresa deve essere consapevole che la violazione del Patto da parte sua (licenziamento senza giusta causa prima della scadenza) espone a un rischio finanziario predeterminato: la condanna al pagamento delle retribuzioni residue fino al termine del patto.
In conclusione, la giurisprudenza attuale rende il Patto di Stabilità un efficace strumento di tutela del capitale umano e finanziario, ma solo a condizione che l’Impresa ne rispetti l’equilibrio. L’investimento legale in una clausola ben redatta è la migliore assicurazione contro la perdita finanziaria. Il Patto di stabilità, infatti, è uno strumento di tutela finanziaria potente, ma solo se redatto in modo inattaccabile, bilanciando l’investimento con la giusta proporzionalità.
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Sì, ma con un limite temporale preciso. La presentazione della domanda di adesione impedisce l’avvio di nuove procedure esecutive, ma non sospende automaticamente quelle già giunte ad uno stadio avanzato. Se il terzo pignorato (ad esempio la banca o un cliente della società) ha già reso la dichiarazione di quantità positiva, la procedura prosegue finché non viene pagata la prima rata della rottamazione. In questa fase, il supporto legale è fondamentale per coordinare i tempi della sanatoria con la procedura esecutiva.
L’invio dell’istanza sul sito AdER non è modificabile. Tuttavia, la normativa permette di presentare una nuova domanda entro il termine del 30 aprile 2026 che integri o sostituisca la precedente. È una situazione rischiosa per chi gestisce volumi importanti di cartelle: una svista sull’indicazione dei numeri di ruolo può comportare l’esclusione di debiti rilevanti dai benefici dello stralcio.
No. In base all’attuale disciplina e alle indicazioniperative, sono definibili solo le sanzioni irrogate dalle amministrazioni dello Stato (Prefetture). I verbali della Polizia Municipale restano esclusi dal perimetro della Rottamazione-quinquies, così come la quasi totalità dei tributi locali non derivanti da liquidazione automatica statale.
La Rottamazione-quinquies e la rateizzazione ordinaria rispondono a logiche profondamente diverse e la scelta tra le due non dovrebbe basarsi esclusivamente sull’importo da versare nel breve periodo. La Rottamazione-quinquies consente un risparmio significativo grazie allo stralcio integrale di sanzioni e interessi, ma implica il riconoscimento del debito, precludendo la possibilità di sollevare eccezioni future su prescrizione, nullità o vizi di notifica. La rateizzazione ordinaria, pur non offrendo alcun abbattimento del debito, garantisce invece maggiore flessibilità nel tempo. In caso di difficoltà temporanee, il piano può essere rinegoziato e non comporta la perdita automatica dei benefici già maturati, rendendola talvolta più adatta a situazioni finanziarie instabili o incerte. Gli avvocati fiscalisti di Youxta affianca il contribuente nella valutazione comparata delle due opzioni, analizzando non solo il risparmio immediato, ma anche la sostenibilità del piano nel lungo periodo e l’esistenza di eventuali profili di illegittimità del debito. In molti casi, la scelta più conveniente non è quella apparentemente più “agevolata”, ma quella giuridicamente e finanziariamente più sicura.
L’avvocato di Youxta non si occupa del mero invio della domanda, ma svolge una funzione di audit legale preliminare. Il suo compito è analizzare l’estratto di ruolo per evitare l’errore strategico più comune: “rottamare” carichi che sono legalmente nulli, prescritti o viziati da difetti di notifica. Poiché la presentazione della domanda implica il riconoscimento del debito, l’intervento di Youxta serve a evitare che il contribuente paghi per “definire” carichi già estinti, proteggendo la liquidità aziendale e limitando l’adesione ai soli debiti effettivamente esigibili.
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