Come Presentare un'Opposizione a un Decreto Ingiuntivo: Procedura e Novità Legislative

  29 Agosto 2025

Hai ricevuto un decreto ingiuntivo e non sai come reagire? Questa guida spiega passo dopo passo come funziona l’opposizione, quali sono i tempi da rispettare, le novità introdotte dalla Riforma Cartabia e in quali casi è ancora possibile opporsi anche fuori tempo. Scoprirai anche quali documenti servono, i principali motivi di opposizione e cosa aspettarti dal procedimento.

Termini per presentare l’opposizione al decreto ingiuntivo

L’opposizione a un decreto ingiuntivo deve essere proposta in tempi molto rapidi, ossia, entro 40 giorni dalla data della sua notifica. Questo termine è perentorio: se decorre inutilmente, il decreto diventa definitivo ed esecutivo. La norma di riferimento è l’art. 645 c.p.c., che stabilisce che l’opposizione si propone con atto di citazione davanti al giudice che ha emesso il decreto.

Si tratta di un termine che, come tutti i termini processuali civili, è soggetto alla sospensione feriale, che coincide con il mese di agosto (dal 1° al 31 agosto). Questo vale per la maggior parte delle opposizioni a decreto ingiuntivo, ad eccezione di quelle relative a crediti di lavoro o ad altri procedimenti specificatamente esclusi dalla legge, per le quali non opera nessun tipo di sospensione.

Inoltre, nei casi in cui si tratti di procedimenti, come quelli in materia di lavoro, locazione o comodato di immobili urbani, l’opposizione non si propone con atto di citazione, ma con ricorso secondo rito speciale applicabile. È quindi necessario verificare la specifica normativa del caso concreto per escludere eventuali eccezioni alla regola generale


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Mediazione obbligatoria nell’opposizione a decreto ingiuntivo secondo la Riforma Cartabia

La Riforma Cartabia ha modificato in modo significativo il ruolo della mediazione obbligatoria nei procedimenti civili. In particolare, nell’ambito delle opposizioni a decreto ingiuntivo, la mediazione è obbligatoria se il credito azionato riguarda materie per le quali essa costituisce condizione di procedibilità, come: locazioni, contratti bancari e assicurativi, diritti reali, condominio, successioni ereditarie.

Il mancato esperimento della mediazione in questi casi può portare a un’improcedibilità della domanda. La Riforma Cartabia ha confermato l’orientamento giurisprudenziale prevalente per cui la mediazione deve essere attivata dal creditore opposto. Nel caso in cui ciò non avvenga e la materia è soggetta a mediazione obbligatoria, il giudice dichiara l’improcedibilità della domanda giudiziale e revoca il decreto ingiuntivo. Ciò salvaguarda il diritto del debitore opponente, evitando che l’inerzia del creditore comprometta la sua posizione.


Scopri di più: Mediazione civile obbligatoria: cosa cambia con la Riforma Cartabia


Possibilità di presentare nuove domande da parte del creditore nell’opposizione a decreto ingiuntivo

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, l’opponente non si limita a contestare il fondamento del credito vantato dall’opposto, ma può anche proporre proprie domande in via autonoma o riconvenzionale, fondate su diritti collegati o derivanti dal medesimo rapporto.
L’art. 645 c.p.c. stabilisce che l’opposizione dà luogo a un giudizio ordinario, al quale si applicano le regole generali sul processo civile, comprese quelle che regolano la proposizione di domande riconvenzionali, l’integrazione del contraddittorio e l’istruzione probatoria.

Pertanto, l’opponente può:

  • sollevare eccezioni di merito e di rito (es. prescrizione, nullità del contratto, mancanza di prova scritta);
  • dedurre l’estinzione del debito per pagamento, compensazione o novazione;
  • formulare domande autonome, ad esempio per ottenere la condanna al risarcimento danni, la restituzione di somme indebitamente versate, o l’accertamento dell’invalidità del titolo su cui si fonda l’ingiunzione.

Secondo la giurisprudenza, è ammissibile anche la domanda riconvenzionale eccedente i limiti della domanda monitoria, purché vi sia un collegamento oggettivo con l’oggetto dell’ingiunzione, come accade ad esempio:
  • quando il debitore opposto chiede il risarcimento per l’inadempimento contrattuale correlato al credito azionato;
  • quando deduce vizi del bene acquistato o prestazioni difettose nell’ambito dello stesso contratto oggetto del decreto;
  • quando chiede la risoluzione del contratto da cui deriva la somma richiesta nel monitorio.


Condizioni per l’opposizione tardiva al decreto ingiuntivo

L’opposizione a decreto ingiuntivo può essere presentata anche oltre il termine ordinario di 40 giorni, ma solo in circostanze eccezionali. Quando è possibile “recuperare” un’opposizione oltre i termini? La risposta è contenuta nell’art. 650 c.p.c., che consente l’opposizione tardiva nei casi in cui l’intimato dimostri di non aver avuto tempestiva conoscenza del decreto a causa di:

  • Irregolarità della notificazione (es. notifica a indirizzo errato, o a soggetto non legittimato);
  • Caso fortuito (es. incendio in casa o malattia improvvisa grave);
  • Forza maggiore (es. calamità naturali, ricovero ospedaliero prolungato).

Non sono considerate cause legittime l’assenza volontaria o la negligenza nella gestione della corrispondenza.

Un ulteriore caso ammesso riguarda situazioni di notifica presso soggetto diverso dal debitore, come nel caso di omonimia: se il decreto è stato notificato al “Mario Rossi” sbagliato, il destinatario potrà proporre opposizione tardiva, dimostrando di non essere il vero obbligato.

È fondamentale sapere che, in ogni caso, l’opposizione tardiva deve essere proposta entro 10 giorni dal primo atto di esecuzione, altrimenti il decreto diventa definitivo.

Come si dimostra la mancata conoscenza del decreto? Il debitore ha l’onere della prova e può farlo anche tramite presunzioni, purché emergano elementi chiari e concreti. È inoltre irrilevante che il destinatario abbia avuto una generica “possibilità” di sapere del provvedimento, se manca una conoscenza effettiva e tempestiva.


Documenti necessari per l’opposizione a decreto ingiuntivo

La tempestiva raccolta della documentazione è fondamentale per un’opposizione efficace. L’opponente deve allegare ogni elemento utile a contestare la fondatezza del credito vantato. Tra i documenti più comuni:

  • ricevute di pagamento
  • estratti conto
  • contratti
  • comunicazioni scritte tra le parti
  • prove testimoniali documentate.

Una documentazione solida può anche giustificare la richiesta di sospensione dell’efficacia esecutiva del decreto che può essere concessa dal Giudice alla prima udienza.

Di conseguenza, è particolarmente importante ricostruire, per quanto possibile documentalmente, le proprie ragioni. In ogni caso visto che l’opposizione instaura un giudizio ordinario consente all’opponente di poter chiedere di essere ammesso anche ad altri mezzi di prova: ad es. testimonianze ecc.


Differenze tra opposizione a decreto ingiuntivo e appello

L’opposizione al decreto ingiuntivo e l’appello sono due rimedi processuali profondamente diversi, che rispondono a finalità e presupposti del tutto distinti. Non vanno confusi, sebbene entrambi consentano a una parte processuale di reagire a un provvedimento potenzialmente pregiudizievole.
Si potrebbe dire che, se l’appello serve a rimettere in discussione un giudizio già compiuto, l’opposizione ha la funzione di attivare per la prima volta un contraddittorio pieno tra le parti.
In particolare:

  • l’opposizione ha luogo quando il decreto ingiuntivo è stato emesso inaudita altera parte, ossia senza che il debitore sia stato preventivamente sentito dal Giudice. Attraverso l’opposizione, il debitore può contestare la fondatezza del credito e si instaura così un ordinario giudizio di cognizione, finalizzato a confermare o revocare il decreto stesso.
  • l’appello, invece, è un mezzo di impugnazione esperibile contro una sentenza resa all’esito di un giudizio completo, e mira a far valere errori di fatto o di diritto che si assumono commessi dal giudice di primo grado.

Un esempio chiarisce la distinzione:
Se il creditore ottiene un decreto ingiuntivo fondato su documentazione contrattuale e lo notifica al debitore, quest’ultimo può proporre opposizione entro 40 giorni per sollevare eccezioni di merito, come l’intervenuto pagamento o la prescrizione del credito. Se, invece, lo stesso debitore ha già subito un processo ordinario e una sentenza che lo condanna, potrà proporre appello entro i termini previsti (30 gg. o 6 mesi), sostenendo l’erroneità della decisione sul piano probatorio o giuridico.


Esempi di motivi validi per l’opposizione a decreto ingiuntivo

Quando ha senso proporre opposizione a un decreto ingiuntivo? Non è sufficiente non essere d’accordo con quanto intimato: l’opposizione deve essere motivata e fondata su elementi giuridici e probatori concreti.

Ecco alcuni dei motivi più frequentemente invocati:

  • Estinzione del debito: ad esempio, perché è già stato integralmente pagato, è stato oggetto di compensazione, remissione, o transazione.
  • Inesistenza o nullità del titolo su cui si fonda il credito: per esempio, un contratto non sottoscritto, nullo per difetto di causa, o annullabile per vizi del consenso.
  • Prescrizione del credito: se il diritto fatto valere dal creditore è decorso nei termini previsti dalla legge (es. 5 o 10 anni, a seconda dei casi).
  • Difetto di prova scritta del credito: l’art. 633 c.p.c. richiede che il credito sia “di somma liquida ed esigibile” e “risulti da documento”. L’assenza di una documentazione adeguata può rendere infondata l’ingiunzione.
  • Vizi relativi alla notifica del decreto: ad esempio, se è stata eseguita a un indirizzo errato o a persona non legittimata.
  • Clausole abusive o vessatorie nel contratto alla base del credito: come può avvenire nei contratti di fornitura, locazione o vendita a consumatori.
  • Vizi o inadempimenti nella prestazione del creditore: ad esempio, se la merce consegnata era difettosa o il servizio non è stato eseguito correttamente.

Talvolta l’opposizione è anche lo strumento per far valere una propria pretesa collegata, ad esempio richiedendo il risarcimento danni per l’inadempimento del creditore, oppure la risoluzione del contratto.

È fondamentale che l’opposizione sia tempestiva e dettagliata, anche attraverso la produzione di documenti e l’indicazione dei mezzi istruttori, poiché costituisce l’unica occasione per difendersi nel merito contro l’ingiunzione.


Tempistiche del procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo: calcolo dei termini

Una volta presentata l’opposizione, il procedimento prosegue secondo il rito ordinario civile. Dopo l’iscrizione a ruolo, viene fissata un’udienza di prima comparizione, durante la quale il giudice può disporre la mediazione, rigettare in rito l’opposizione oppure proseguire con l’istruttoria.


I tempi del procedimento

Le tempistiche variano in base al carico del tribunale, ma generalmente possono andare dai 10 mesi ai 2 anni o anche più. La sospensione feriale dei termini si applica anche alle memorie e alle scadenze processuali, salvo eccezioni (es. cause in materia di lavoro).


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